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Innanzitutto vorrei raccontarvi quanto è successo dopo la morte di mio padre,
Morihiro Saito, avvenuta il 13 Maggio 2002. Insieme al presidente del comitato,
addetto alla cerimonia funebre ufficiale di mio padre, mi sono recato nella sede
centrale della Federazione Aikikai, dove si è tenuto un incontro con il Doshu e
un’altra persona della “All Japan Aikido Federation”.
Riporto
qui di seguito quanto c’è stato chiesto di fare durante quell’incontro:
1. Riconsegnare il nome di “Capo dell’Ibaraki Dojo” all’Aikikai.
2. Che la famiglia Saito cessi di usare il titolo di “Custode del Santuario
dell’Aiki”
3. Smettere di conferire certificati Iwama-ryu se rimaniamo all’interno
della Federazione Aikikai.
Avevo già
in mente di restituire l’Ibaraki Dojo in un prossimo futuro e perciò ho subito
risposto che la prima e la seconda richiesta mi vedevano del tutto d’accordo.
Rimanevo però un po’ perplesso riguardo alla loro terza richiesta.
Come
tutti sanno l’allenamento che attualmente pratichiamo ad Iwama è diverso
dall’allenamento che si svolge in molti altri dojo di Aikido. Questo perché
abbiamo preservato fedelmente l’insegnamento del Fondatore, cosa di cui mio
padre è stato sempre molto orgoglioso. Questo tipo di allenamento si basa sul
principio dell’unione tra Ken, Tai-jutsu e Jo e fu trasmesso solamente a mio
padre. Mio padre dedicò tutta la sua vita a lavorare con il Fondatore, nei campi
e nei boschi, aiutandolo nell’agricoltura e prendendosi cura delle piante. Servì
il Fondatore con la massima fedeltà offrendogli letteralmente corpo ed anima.
Era solito dire: “Insegno con sincerità le tecniche che mi furono insegnate dal
Fondatore perché questo Ibaraki Dojo appartiene solamente al Fondatore”. Il
gruppo Iwama-ryu, con il suo sistema di conferimento dei gradi, era stato creato
per coloro che, affascinati dal modo di vivere di mio padre, sceglievano di
seguire lui come maestro. Questi gradi sono stati consegnati soprattutto ai suoi
allievi fuori del Giappone.
Per
questo motivo, in merito al terzo punto, ho risposto al Doshu che era desiderio
di mio padre preservare l’Iwama-ryu e gli ho chiesto di concedermi una cosa in
cambio di una risposta positiva alla sua richiesta. Questa cosa era di
annunciare nel loro bollettino ufficiale che l’Iwama-ryu praticava l’Aikido del
Fondatore. Se l’Aikikai avesse potuto mostrare il suo riconoscimento ed
accettazione nei nostri confronti, pensavo, allora i certificati Aikikai
sarebbero diventati un tesoro splendente per tutti gli allievi dell’Iwama-ryu.
Tuttavia questo annuncio non è mai avvenuto e nessuno della Federazione Aikikai
è stato informato che, questo incontro tra l’Aikikai e noi, aveva avuto luogo.
Pensavo
fosse meglio non disturbare la Federazione Aikikai o il Doshu con la questione
dell’Iwama-ryu durante i tre anni di lutto per mio padre, perciò non era mia
intenzione conferire certificati Iwama-ryu. Dopo meno di un anno, tuttavia, i
miei allievi hanno iniziato a chiedermi, dopo aver ricevuto i certificati
Aikikai, di dare loro anche i certificati Iwama-ryu.
Dopo la
morte di mio padre, i suoi allievi più anziani si sono voluti rendere
indipendenti e hanno fondato la loro organizzazione con il nome di “Takemusu
Aiki”. Hanno iniziato anche a conferire i propri certificati ai loro allievi. In
questa situazione, quando una divisione stava avvenendo all’interno del nostro
gruppo, c’erano ancora molti allievi che sceglievano di seguire me nello stesso
modo in cui avevano seguito mio padre. Essi sono il vero tesoro che mio padre mi
ha lasciato. Per questo motivo, quando mi è stato chiesto di conferire
certificati Iwama-ryu, non ho potuto rifiutare la loro richiesta.
Sono
molto orgoglioso di mio padre. Riuscivo sempre a capire esattamente cosa stesse
pensando in ogni momento. Oggi, mi chiedo ancora cosa farebbe se fosse ancora
qui. Sono arrivato a capire che non posso continuare la missione di mio padre
all’interno della Federazione Aikikai senza causare ulteriori contrasti con
loro. Perciò ho deciso di lasciare l’Aikikai e ho fondato una mia associazione.
I miei sentimenti di gratitudine per il Fondatore non sono cambiati e continuerò
a seguire fedelmente lo spirito del Fondatore. Rispetto anche sia il Doshu
precedente che l’attuale Doshu. La mia indipendenza non è il risultato di un
conflitto tra l’Aikikai e noi. Sono convinto che il Doshu comprenda bene tutto
questo.
Noi, la
famiglia Saito, continueremo a vivere vicino all’Ibaraki dojo. Offriamo la
nostra preghiera al Santuario dell’Aiki e auguriamo buona salute alla famiglia
Ueshiba. Ci sentiamo grati verso quelle persone che ora si prendono cura dell’Ibaraki
Shibu Dojo. Credo che sia la cosa più giusta il fatto che tante persone
condividano il compito di prendersi cura dell’Aiki-Jinjya e del Dojo.
Continuerò ad elevare e migliorare me stesso maturando e sviluppando le tecniche
dell’Aikido. Allo stesso tempo continuerò a seguire il Fondatore e a dedicarmi a
preservare gli insegnamenti di mio padre. Desidero profondamente lavorare con
voi e vorrei incontrare ed entrare in contatto con molte persone. E’ mio
desiderio sincero aiutare, quanta più gente possibile, a capire “il principio
delle autentiche tecniche di base” del Fondatore.
Con i
migliori saluti,
Saito
Hitohiro
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