ASSOCIAZIONE

Aiki Shuren Dojo

L’Aiki Shuren Dojo Modena è nata come centro di studio e diffusione dell’aikido e della cultura giapponese. Il dojo, attivo dal 1999 nella città di Modena era chiamato precedentemente Aikido Dojo Modena.

Ad oggi sono affiliati all’associazione circa 70 allievi e vengono organizzati corsi per bambini, ragazzi ed adulti. Vengono inoltre effettuate delle lezioni gratuite promozionali all’interno delle scuole Elementari, Medie e Superiori nel territorio modenese.

L’Aiki Shuren Dojo Modena è ospitato presso la Polisportiva A. Corassori in Via Newton, 100 a Modena

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道場

DOJO

Dojo, è un termine giapponese che significa
luogo (jo) dove si segue la via (do).

Nel Budo è lo spazio in cui si svolge l’allenamento ma è anche simbolo della profondità del rapporto che il praticante instaura con l’arte marziale; tale ultimo aspetto è proprio della cultura buddhista cinese e giapponese, che individua il Dojo quale luogo dell’isolamento e della meditazione.

I Dojo erano spesso piccoli locali situati nelle vicinanza di un tempio o di un castello, abbelliti con lavori di calligrafia e oggetti artistici preparati dagli stessi allievi, ed esprimevano appieno l’atmosfera di dignità che vi regnava. In essi si trovavano gli altari detti Kamiza (sede degli Dei), riferiti non a divinità, come intendiamo in Occidente, ma al ricordo di un grande Maestro defunto. Il Dojo rappresenta un luogo di meditazione, concentrazione, apprendimento, amicizia e rispetto, è il simbolo della Via dell’arte marziale.

In Occidente questo termine viene impropriamente tradotto in “palestra” ed inteso unicamente come spazio per l’allenamento.

Il Dojo si differenzia in questo aspetto dai normali spazi sportivi in quanto l’esercizio fisico può anche essere il medesimo ma è la ricerca del giusto atteggiamento che consente di progredire. L’allievo entra nel Dojo e deve lasciare alle spalle tutti i problemi della quotidianità, purificarsi la mente e concentrarsi sull’allenamento per superare i propri limiti e le proprie insicurezze, in un costante confronto con se stesso perseguendo così il Bushido, l’Antica Via del Guerriero.

Nessun allievo prende dal Dojo più di quanto egli non dia a sua volta.

IL MAESTRO

Sensei Fabio Luppi

Cintura Nera V° Dan Iwama shin shin aiki shuren kai

A 21 anni, ottobre 1984, inizia la pratica dell’Aikido e decide che questa sarà la sua disciplina dedicandovi anima e corpo nell’allenamento quotidiano.

Da subito la passione stravolge i ritmi di vita del giovane Fabio Luppi portandolo ad allenarsi quotidianamente, anche nei week-end, e ad avvicinarsi ai più rappresentativi Grandi Maestri Internazionali dell’epoca per approfondire la conoscenza stessa della disciplina.

Frequenta da subito numerosi seminari, anche all’estero, tenuti da Maestri di assoluto livello internazionale: Sensei Nobuyoshi Tamura, Sensei H. Kobayashi, Sensei H. Tada, Sensei Y. Yamada e Sensei T. Tomita. 

Nel 1988 incontra per la prima volta il Maestro che più di tutti ne ha segnato il percorso formativo, Saito Morihiro Sensei (1928 – 2002) II° Soke (Capo Scuola di Iwama) nominato direttamente dal Fondatore stesso come successore della scuola di Iwama: O Sensei Morihei Ueshiba (1883 – 1969). Alla morte del Fondatore, Morihiro Saito Sensei creò lo stile Iwama Ryu divulgandolo e rendendolo famoso in tutto il mondo.

Dal 1988 e fino al 2001 il Maestro Fabio Luppi ha frequentato numerosi Seminari Internazionali di Saito Morihiro Soke in Italia ed all’estero, ricevendo da lui direttamente il grado di Cintura Nera II° Dan Iwama Ryu durante il suo primo soggiorno come “uchi-deshi” (allievo interno) in GiapponeIwama (gennaio 1994). Da allora il Maestro Luppi Fabio si reca costantemente in Giappone ad Iwama per seguire la formazione sotto la guida diretta di Saito Morihiro prima e il figlio Saito Hitohira ora e ne segue gli insegnamenti durante i Seminari Internazionali da lui tenuti in tutta Europa.

Alla morte del padre Morihiro Saito (2002), il figlio Saito Hitohira è divenuto caposcuola (III° Soke) creando dal febbraio 2004 un’organizzazione mondiale: l’IWAMA SHIN SHIN AIKI SHUREN KAI (anche nota come DENTO IWAMA RYU). Da allora il numero di Dojo nel mondo (presente in oltre 40 nazioni) sono costantemente cresciuti.

L’Aiki Shuren Dojo Modena ha ottenuto l’affiliazione a questa scuola internazionale in quanto il suo Responsabile Tecnico, Maestro Fabio Luppi (allievo diretto di Saito Hitohira Soke dal 2004) “conosce approfonditamente e applica gli insegnamenti originali” della SCUOLA INTERNAZIONALE di AIKIDO TRADIZIONALE di O Sensei.

Nell’autunno del 2007 ha ottenuto direttamente da Soke Saito Hitohira il riconoscimento di Juun Shihan, il più alto attestato che un maestro con il grado di 4° Dan possa ottenere.

Nell’aprile del 2015 ha ottenuto il grado di 5° Dan e Shihan Dai da Saito Hitohira Soke.

Riconoscimenti internazionali:

1989 CINTURA NERA I° DAN
1990 QUALIFICA di ISTRUTTORE
1992 CINTURA NERA Internazionale II° DAN
1992 QUALIFICA di INSEGNANTE
1996 CINTURA NERA Internazionale III° DAN
2006 CINTURA NERA Internazionale IV° DAN
2007 QUALIFICA di JYUU SHIHAN
2010 QUALIFICA di MAESTRO
2015 CINTURA NERA Internazionale V° DAN
2015 QUALIFICA di SHIHAN DAI

Regole del Dojo

  1. Conformarsi alle norme della buona educazione, osservare le regole e seguire gli insegnamenti del Maestro.
  2. Quando si entra nel dōjō, eseguire il saluto in direzione del lato principale (shōmen) e salutare il Maestro.
  3. Nel caso si arrivi in ritardo e l’allenamento sia già iniziato, si dovrà attendere ai bordi del tatami il permesso per poter entrare.
  4. All’interno del dōjō impegnarsi nella pratica con gioia e serenità.
  5. Praticare con serietà e spontaneità, sforzandosi di evitare infortuni.
  6. Dedicare sufficiente tempo alla pratica da soli.
  7. Non criticare mai le tecniche eseguite da altri praticanti.
  8. Nella pratica con le armi (jō e bokken) attenersi correttamente alle regole stabilite.
  1. L’abbigliamento usato durante la pratica (keikogi e hakama) deve essere sempre pulito.
  2. Prima di iniziare la pratica è obbligatorio togliersi gioielli, orologi, orecchini, piercing, ecc… legarsi i capelli, se portati lunghi, e assicurarsi che le unghie siano corte, al fine di prevenire incidenti.
  3. Nel dōjō astenersi dal fare discorsi di natura privata che esulano dal contesto della pratica e possono intralciarla.
  4. I visitatori sono invitati ad osservare l’ordine stabilito all’interno del dōjō e, dopo aver ottenuto il permesso, possono assistere agli allenamenti sedendo nel posto che viene loro indicato.
  5. Quando ci si reca a praticare in altri dōjō, previo permesso del Maestro, osservare con attenzione le regole in essi stabilite.