L’Aikido è un’arte marziale tradizionale giapponese fondata sui principi della non violenza e della non competitività.

Essa si puo’ definire come l’Essenza del Budo. Per capire l’Aikido occorre comprendere il significato della parola stessa. Ai: Amore, armonia; Ki: l’energia vitale, corpo, mente e spirito; Do: la via , il Cammino.

Lo studio di quest’arte è mirato a neutralizzare qualsiasi tipo di attacco, senza usare esclusivamente la forza fisica, preservando non solo la propria incolumità ma anche quella dell’aggressore.

Morihei Ueshiba (il Fondatore) conio’ questa parola nel 1942 in pieno periodo pre-bellico nel Giappone Imperialista dell’epoca, fu un atto di profondo coraggio ed un segnale inequivocabile di ciò che sarebbe dovuto essere l’Aikido: un’arte marziale basata sull’amore. Questa moderna arte marziale nasce dallo studio e dalla fusione delle antiche scuole (Ryu) di lotta giapponese: lotta a mani nude, con la spada e con il bastone.

Quindi la Via che ci porta all’unione tra la nostra mente corpo e spirito.

Nell’aikido trova piena applicazione il tipico concetto orientale del principio di non resistenza nella sua più alta espressione. È importante però evidenziare come il concetto di non resistenza non significhi restare imbelli nei confronti di un ipotetico avversario; significa invece che la scelta fondamentale e prioritaria fra tutte quelle possibili volte alla risoluzione di un conflitto, consiste innanzi tutto nella ricerca della massima conservazione della propria integrità fisica, la quale è possibile solamente quando ci si faccia scivolare di dosso il peso del conflitto senza subire le conseguenze che derivano dalla contrapposizione forza contro forza.

Il tipico esempio orientale del ramo del salice che flettendosi sotto il peso della neve abbondante se la fa scivolare di dosso lasciando che cada a terra per effetto della stessa azione del suo peso ed in questo modo si mantiene ben integro e vegeto, simboleggia giustamente il principio di non resistenza, al contrario del ramo della quercia che invece, non potendo sopportare lo stesso carico di neve e non volendosi piegare, si spezza e muore.

Il principio di non resistenza, non rende dunque imbelli o non porta ad accettare supinamente gli eventi ed il compimento dei fatti, bensì educa e favorisce lo svilupparsi della capacità di sottrarsi agli eventuali effetti negativi delle azioni altrui, lasciando che queste ultime si esauriscano naturalmente. Solo in questo modo si giunge alla condizione di rendere vana la volontà aggressiva di un avversario rimuovendo quindi all’origine il presupposto del suo attacco (condizione chiamata dal fondatore: shin bu).

La finalità dell’Aikido, non è rivolta al combattimento né alla difesa personale, pur utilizzando per la sua pratica uno strumento tecnico che deriva dall’arte militare dei samurai giapponesi. Il Fondatore amava ripetere questo kuden (insegnamento orale), “la vera vittoria è la vittoria su se stessi” (masakatsu agatsu katsuhayabi). L’Aikido mira infatti alla corretta vittoria che consiste nella conquista della padronanza di sé stessi cioè la vittoria su di sé, resa possibile soltanto da una profonda conoscenza della propria natura interiore.

Con questo O Sensei Morihei Ueshiba voleva affermare che “se vuoi cambiare il mondo occorre cambiare sé stessi” e ciò significa che se si vuole veramente acquisire quella capacità che il Fondatore definiva katsuhayabi, cioè di padroneggiare l’attacco proveniente da un potenziale avversario esattamente nell’istante e nella circostanza della sua insorgenza, occorre aver preventivamente acquisito la capacità di padroneggiare pienamente se stessi.

Questo è l’ambizioso traguardo spirituale, morale e sociale dell’Aikido, che chiede all’aikidoka di essere sempre prioritariamente disposto a rinunciare alla finalità di ricercare la sconfitta di colui che si è posto nel ruolo di avversario, al contrario delle usuali discipline di combattimento che invece accettano di lasciarsi coinvolgere nell’antagonismo ed in tale ruolo si prefiggono lo scopo prioritario della risoluzione del conflitto attraverso il combattimento, cercando a tutti i costi di infliggere dei danni all’avversario anche a costo di ricevere anch’essi danni notevoli, pur di essere riusciti a portare comunque i propri attacchi all’avversario.

Questa concezione della risoluzione del conflitto costituisce un irrinunciabile valore etico e morale di cui l’Aikido è portatore nel mondo.